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Carenza di ferro: cause, conseguenze e soluzioni!

Il ruolo principale del ferro è quello di trasportare e immagazzinare l'ossigeno contenuto nel sangue verso gli organi e i muscoli del corpo umano.


FERRO contribuisce all'ossigenazione del sangue e degli organi

Il ferro ha come ruolo principale quello di trasportare e immagazzinare l'ossigeno contenuto nel sangue verso gli organi e i muscoli del corpo umano.

È indispensabile per la formazione dell'emoglobina, una proteina presente nei globuli rossi del sangue. Essa fissa l'ossigeno nei globuli rossi e conferisce loro il colore caratteristico. Senza ferro, i globuli diventano piccoli, meno colorati e non sono in grado di fornire ossigeno agli organi. È per questo motivo che gli individui che presentano una carenza di ferro sono spesso pallidi e appaiono affannati al minimo sforzo. Tali soggetti presentano dunque un'anemia legata a una carenza di ferro.

Il ferro ha anche dimostrato la sua utilità nello sviluppo cognitivo dei bambini, nel metabolismo energetico, nella produzione di ATP, nel contrastare la stanchezza e durante la gravidanza.

Nell'uomo, il tasso normale di ferro nel sangue è compreso tra 70 e 175 μg/dl (microgrammi per decilitro) e nella donna è situato tra 50 e 150 μg/dl.

 

Come determinare una carenza di ferro ?

L'anemia è spiegata il più delle volte da una carenza di ferro, la carenza nutrizionale più diffusa al mondo. Le donne sono maggiormente interessate rispetto agli uomini, in particolare a causa delle perdite legate alle mestruazioni e di una minore concentrazione di base nel loro organismo.

Una carenza di ferro può avere diverse conseguenze:

  • Nascite premature in caso di gravidanza
  • Disturbi cognitivi (ritardo nella crescita, nello sviluppo, scarse capacità di concentrazione che possono portare a scarse capacità di apprendimento)
  • Debolezza fisica
  • Pallore
  • Capogiri
  • Diminuzione della forza fisica
  • Affanno precoce durante sforzi fisici
  • Sensibilità al freddo
  • Disturbi cardiaci
  • Tachicardia o palpitazioni

 

In quali alimenti ritrovare il ferro ?

  • Carni: manzo, maiale, agnello, vitello, fegato, pollo, tacchino
  • Uova
  • Pesce
  • Pasta e riso
  • Ceci, lenticchie, piselli secchi e fagioli
  • Spinaci, broccoli, cavolini di Bruxelles, piselli verdi

 Sappiate comunque che si distinguono 2 tipi di ferro:

  • Il ferro eme (derivante dalla carne)
  • Il ferro non eme (derivante dai vegetali, dalle uova e dai prodotti lattiero-caseari)

Essendo quest'ultimo meno ben assorbito dall'organismo, i vegetariani e altri seguaci di regimi alimentari senza carne rischiano maggiormente di essere carenti di ferro.

Al fine di assimilare meglio il ferro non eme, è utile consumare in parallelo della vitamina C. Gli agrumi (arance, limoni, pompelmi), i pomodori o anche i peperoni sono buone fonti di vitamina C.

Quali sono le persone a rischio?

  • Donne in età fertile, in caso di ciclo abbondante
  • Donne in gravidanza e/o che hanno gravidanze multiple/ravvicinate
  • Vegetariani
  • Bambini dai 6 mesi ai 4 anni
  • Persone con un problema di salute che implica una perdita di sangue cronica
  • Persone affette da insufficienza renale o in dialisi
  • Consumatori di farmaci tipo antiacidi, aspirina e antinfiammatori che possono causare sanguinamenti interni

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  • una forma chelata (bisglicinato) di ferro che presenta una maggiore biodisponibilità rispetto alle forme classiche (carbonati e solfati).
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